ARTICOLI In questa sezione, gli articoli si concentreranno su medicina narrativa, medical humanities ed etica della cura. Analizzando studi pubblicati su riviste scientifiche autorevoli, si tenterà di offrire un punto di partenza per un dialogo interdisciplinare che coinvolga tutti i professionisti della salute. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una pratica clinica più completa e personalizzata, che valorizzi sia l’efficacia degli interventi che la dimensione umana dell’esperienza di malattia
25 marzo 2025 Massimiliano Marinelli Centro Studi SIMeN
Nella pratica clinica, la relazione tra medico e paziente assume un ruolo centrale non solo per la qualità della diagnosi, ma anche per il benessere percepito dal paziente. La Medicina Narrativa ha già messo in luce quanto l’empatia e la comunicazione influenzino gli esiti di cura. Un recente studio del 2023 conferma questa prospettiva, evidenziando come un gesto semplice, come il medico che si siede vicino al paziente durante il colloquio, possa avere un impatto significativo sulla soddisfazione del paziente.
In ospedale
Immaginiamo una stanzetta di un ospedale: un letto, un comodino e una sedia. L’arredamento consueto, luogo e spazio usuale per il paziente che è ricoverato. Tuttavia, «il luogo per la persona non è solo un mero assetto geometrico, è sempre uno spazio orientato, una possibilità d’esperienza» (Danani, 2022, p. 261).
Lo studio di Golden, pubblicato alla fine del 2023 sul British Medical Journal, ha investigato l’impatto della posizione del medico durante la visita. In un reparto di medicina interna, i ricercatori hanno valutato due scenari: in uno, la sedia del medico veniva posta vicino al letto del paziente; nell’altro, la sedia rimaneva lontana. I risultati sono stati eloquenti: il medico si sedeva accanto al paziente nel 63% dei casi quando la sedia era vicina al letto, contro solo l’8% quando la sedia era lontana. Anche se la posizione della sedia non ha modificato la durata effettiva e percepita della visita, la soddisfazione del paziente è aumentata del 39% quando il medico si sedeva (P = .02). I pazienti hanno riferito di aver ricevuto informazioni migliori (72% contro 52%, P = .03) e di avere maggiore fiducia nelle cure proposte (58% contro 35%, P = .01).
Certamente, lo studio presenta alcuni limiti riconosciuti dagli stessi autori. Il campione è risultato di dimensioni limitate e lo studio si è svolto in un unico contesto ospedaliero, il che limita la generalizzabilità dei risultati. Inoltre, tutti i pazienti coinvolti erano ricoverati in stanze singole, una condizione che potrebbe aver influenzato positivamente la percezione della vicinanza fisica del medico e la qualità della relazione. Infine, non è stata osservata alcuna differenza significativa tra i due gruppi in termini di capacità di ritenzione delle informazioni da parte dei pazienti, come il nome del medico o il motivo del ricovero. Tuttavia è possibile esprimere una qualche riflessione
L’atto di sedersi accanto al paziente non è soltanto una questione di comfort, ma una manifestazione concreta dell’ethos umanitario. La postura del medico, il suo posizionarsi allo stesso livello visivo del paziente, favorisce un dialogo che riduce le asimmetrie di potere e mette al centro la persona, e non solo la malattia.
L’importanza della Comunicazione non verbale
Sedersi vicino al paziente, stabilire il contatto visivo e adottare una postura aperta, sono elementi che appartengono alla comunicazione non verbale, una componente fondamentale del colloquio clinico. “L’imprescindibile ruolo del linguaggio non verbale si manifesta soprattutto all’alba del rapporto medico-paziente. È nei gesti spontanei, nello sguardo che sa accogliere senza giudicare, nella postura che si fa prossima ma non invadente, nelle espressioni facciali che specchiano empatia e comprensione” (Marinelli, 2024, p. 81).
La concordanza sul piano di cura
Uno degli obiettivi della Medicina Narrativa è raggiungere una concordanza tra medico e paziente, creando un piano di cura condiviso che tenga conto non solo della diagnosi biomedica, ma anche delle preferenze, aspettative e valori del paziente. Sedersi vicino al paziente può favorire questo tipo di dialogo, creando un terreno comune dove le decisioni terapeutiche possono essere discusse con trasparenza e partecipazione attiva del paziente.
Conclusione
Il semplice gesto di sedersi accanto al paziente durante una visita può sembrare una piccola cosa, ma può costituire un elemento potente della cura centrata sulla persona. La vicinanza fisica e l’ascolto attivo possono favorire una relazione di fiducia e migliorare l’efficacia della cura.
Per approfondire
- Danani, C. (2022). Luoghi e spazi di cura. In M. Marinelli (Ed.), Dizionario di Medicina Narrativa (pp. 254-263). Scholé Morcelliana.
- Golden, B. P., & Gilmore-Bykovskyi, A. (2023). Nudging clinicians to communicate more effectively with patients in hospital. BMJ, 383, p2678. open access
- Marinelli, M. (2024). Ethos umanitario e comunicazione non verbale in sanità. Il colloquio clinico, II, 74-93.
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